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Omega Work

Organizzazione

Carico di lavoro del team: come misurarlo, distribuirlo e accorgersi del sovraccarico

Il sovraccarico non si vede finché non diventa un ritardo o una persona che se ne va. Misurare il carico vuol dire confrontare due numeri semplici — il lavoro assegnato e il tempo davvero disponibile — una volta a settimana.

7 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • La capacità di una persona non sono le ore di contratto: si tolgono assenze, riunioni fisse e lavoro non di progetto. Spesso resta il 60–70%.
  • Pianificare al 100% della capacità vuol dire pianificare un ritardo: gli imprevisti arrivano sempre, e devono avere dove stare.
  • Il carico si guarda per persona e per settimana, non per progetto: è la stessa persona che lavora su tre progetti.

Il carico di lavoro è la quantità di lavoro assegnata a una persona in un periodo, confrontata con il tempo che ha davvero a disposizione. Sembra una definizione banale, ma in quasi tutti i team manca uno dei due numeri: si sa quante attività ci sono, non quanto pesano; oppure si sa quanto pesano, ma si dimentica che la stessa persona ha le ferie, tre riunioni fisse e un altro progetto.

Questa guida spiega come calcolare la capacità reale, come leggere il carico settimana per settimana con un esempio su un team di cinque persone, quali segnali indicano un sovraccarico prima che diventi un problema, e cosa fare quando qualcuno è pieno.

01La capacità reale di una persona

Capacità di progetto settimanale = ore di contratto − assenze − riunioni fisse − lavoro non di progetto

Il lavoro non di progetto è tutto quello che non sta in nessun piano: email, assistenza ai colleghi, amministrazione, richieste piccole.

VoceGiulia (grafica, tempo pieno)Marco (account, tempo pieno)Sara (sviluppo, part-time 30 h)
Ore di contratto404030
Assenze della settimana08 (un giorno di ferie)0
Riunioni fisse372
Lavoro non di progetto6104
Capacità di progetto311524
Marco, con un giorno di ferie e un ruolo pieno di riunioni, ha meno della metà della capacità di progetto di Giulia.

Il numero del «lavoro non di progetto» si stima la prima volta e si corregge con le ore registrate. Chi non lo conta pianifica sistematicamente il 20–30% di lavoro in più di quello che le persone possono fare.

02Allocazione e soglie: quando una persona è piena

Allocazione = ore di lavoro assegnate nella settimana ÷ capacità di progetto × 100

AllocazioneStatoCosa vuol dire
Sotto il 60%ScaricoC’è spazio: o manca lavoro pianificato, o le attività non hanno una stima
60–85%SostenibileResta margine per imprevisti, revisioni, richieste urgenti
85–100%PienoFunziona una settimana; per un mese intero, no
Oltre il 100%SovraccaricoQualcosa slitterà: meglio decidere adesso cosa
Le soglie sono indicative: in un reparto con molte urgenze il margine va tenuto più largo.

03Un esempio: la settimana di un team di cinque persone

L’ufficio marketing di un’azienda di componenti industriali ha tre progetti in corso: la fiera di novembre, il nuovo catalogo e il sito in inglese. Ecco il carico della settimana, con le ore stimate delle attività in scadenza.

PersonaCapacitàFieraCatalogoSito ENTotaleAllocazione
Giulia (grafica)311418436116%
Marco (account)1510201280%
Sara (sviluppo)2400141458%
Luca (contenuti)30610122893%
Anna (responsabile)184421056%

Giulia è al 116%: fiera e catalogo le chiedono insieme la grafica nella stessa settimana. Le scelte possibili, in ordine di preferenza: spostare di una settimana le pagine del catalogo che non hanno una data fissa; passare a Sara, che ha spazio, gli adattamenti del sito che Giulia aveva in carico; e solo se non basta, chiedere un aiuto esterno. Quello che non va fatto è lasciare il 116% sul piano sperando che Giulia «ce la faccia».

04I segnali di sovraccarico, prima dei ritardi

  • Scadenze spostate sempre dalla stessa persona, anche di pochi giorni.
  • Attività ferme «in lavorazione» molto più a lungo del solito.
  • Messaggi e lavoro fuori orario in crescita: la sera e il fine settimana diventano il margine che il piano non prevede. Qui il tema tocca anche la disconnessione.
  • Qualità in calo: più revisioni, più errori di distrazione.
  • Silenzio nelle riunioni: chi è pieno smette di proporre e di chiedere.

Il carico di lavoro non è solo una questione di efficienza. Il Testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008, articolo 28) chiede al datore di lavoro di valutare anche i rischi collegati allo stress lavoro-correlato, secondo l’accordo europeo dell’8 ottobre 2004; carico e ritmo di lavoro sono fra i fattori che le metodologie di valutazione considerano. Un carico misurato e discusso ogni settimana è anche un dato utile a quella valutazione.

05Come riequilibrare il carico

  1. 1

    Guarda le prossime due o tre settimane, non solo questa

    Un picco visto con anticipo si sposta; uno visto il lunedì stesso si subisce.

  2. 2

    Sposta nel tempo quello che non ha una data fissa

    È la mossa meno costosa: nessuno deve imparare niente di nuovo.

  3. 3

    Riassegna quello che altri sanno fare

    Con le istruzioni e i file, non con un «ci pensi tu?» in corridoio.

  4. 4

    Riduci il perimetro

    Una versione più semplice consegnata in tempo è spesso meglio di quella completa in ritardo. Va decisa con chi ha chiesto il lavoro.

  5. 5

    Di’ di no, o «non adesso»

    Con il carico sotto gli occhi, dire di no a una richiesta nuova è una constatazione, non un rifiuto personale.

Con Omega

Il carico di lavoro in Omega Work

  • Una vista del carico con una riga per persona: giorno per giorno o settimana per settimana, il lavoro assegnato contro la capacità, in rosso quando la supera.
  • La capacità settimanale si imposta per ciascuno, in ore oppure in numero di attività, per chi preferisce contare.
  • Il peso di un’attività viene dal campo numerico scelto (per esempio «Ore stimate») e si distribuisce sui suoi giorni lavorativi.
  • Si trascina una barra su un’altra persona per riassegnare l’attività, o di lato per spostarla nel tempo.

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Foto di copertina: Kristin HardwickCC0 1.0

Dubbi

Domande frequenti

Come si calcola il carico di lavoro di una persona?
Si sommano le ore stimate delle attività assegnate in un periodo, di solito una settimana, e si confrontano con la sua capacità reale: ore di contratto meno assenze, riunioni fisse e lavoro non di progetto. Il rapporto fra le due è l’allocazione.
A quanto conviene pianificare la capacità di una persona?
Di solito fra il 70 e l’85% della capacità di progetto, per lasciare spazio a imprevisti e revisioni. In un ruolo con molte richieste non pianificate, come l’assistenza o l’account, anche meno.
Come si gestisce chi lavora a metà su due progetti?
Si guarda il carico per persona, sommando tutti i progetti, non progetto per progetto. Ogni responsabile di progetto vede solo la sua metà, ed è così che nascono i sovraccarichi invisibili.
Si può misurare il carico senza stimare le ore?
Sì, contando le attività in scadenza per persona e fissando un tetto settimanale. Funziona quando le attività hanno dimensioni simili; se alcune durano un’ora e altre tre giorni, la stima in ore diventa necessaria.

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