Salta al contenuto
Omega Work

Come si fa

Come stimare i tempi di un progetto: metodi, formule ed errori da evitare

Le stime sbagliano quasi sempre nella stessa direzione: per difetto. Non perché chi stima sia incapace, ma perché pensa al caso in cui tutto va bene. Ecco i metodi che correggono questo errore, con un esempio fatto con i numeri.

7 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • Si stima il lavoro (ore) separatamente dalla durata (giorni di calendario): una persona non dedica otto ore piene al giorno a un progetto.
  • La stima a tre punti — ottimistica, più probabile, pessimistica — costa due minuti in più per attività e toglie la maggior parte delle sorprese.
  • Una stima senza consuntivo non migliora mai: confrontare le ore stimate con quelle registrate è l’unico modo per stimare meglio la volta dopo.

Stimare i tempi di un progetto vuol dire rispondere a due domande diverse, che spesso si confondono: **quanto lavoro serve** (in ore o giorni-persona) e **quando sarà finito** (una data). La prima dipende dal lavoro; la seconda dipende anche da quante persone ci sono, da quanto tempo hanno davvero e da cosa aspetta cosa.

Gli psicologi Daniel Kahneman e Amos Tversky hanno dato un nome al motivo per cui le stime escono corte: la **fallacia della pianificazione**, la tendenza a immaginare lo scenario in cui tutto fila liscio anche quando l’esperienza dice il contrario. Questa guida mette in fila i metodi che la correggono, dal più rapido al più accurato, con un esempio completo.

01Lavoro e durata: due numeri diversi

Durata (giorni) ≈ lavoro stimato (ore) ÷ (persone × ore utili al giorno per il progetto)

Le ore utili non sono le ore di contratto: tolte riunioni, email, altre richieste e piccoli imprevisti, in molti uffici restano cinque o sei ore al giorno per il lavoro di progetto. Misurale nel tuo team prima di usare un numero.

Esempio: un lavoro da 60 ore, affidato a una persona che può dedicarci 5 ore al giorno, dura 12 giorni lavorativi, cioè due settimane e mezza — non una settimana e mezza, come verrebbe dividendo per 8. Se la stessa persona segue anche un altro progetto a metà tempo, le ore utili scendono e la durata sale. Le dipendenze fra attività, poi, allungano ancora il calendario: è il lavoro del diagramma di Gantt.

02I metodi di stima, dal più rapido al più accurato

MetodoCome funzionaQuando usarloLimite
Per analogiaSi parte da un progetto simile già fatto e si corregge per le differenzePreventivi rapidi, prime valutazioniServe un progetto simile con i consuntivi veri, non ricordati
Dal basso (bottom-up)Si stima ogni pacchetto della WBS e si sommaQuando la scomposizione è fattaSomma anche l’ottimismo di ogni singola stima
A tre puntiPer ogni attività: ottimistica, più probabile, pessimisticaAttività con incertezza veraChiede un po’ più di tempo per stimare
ParametricaUn parametro per unità: ore per pagina, per prodotto, per postazioneLavoro ripetitivo e misuratoVale solo se il parametro viene dai propri dati
A confronto (relativa)Si stima per confronto: «questo è il doppio di quello»Team che stimano insieme molte attività similiVa poi tradotta in ore per le date

Nella pratica si combinano: per analogia per dare un ordine di grandezza al cliente, dal basso con i tre punti per il piano vero, dopo aver fatto la WBS.

03La stima a tre punti e la formula PERT

Stima attesa = (O + 4 × M + P) ÷ 6

O = ottimistica (tutto va bene), M = più probabile, P = pessimistica (ciò che di solito va storto, non la catastrofe). È la formula della tecnica PERT, nata negli anni Cinquanta nella pianificazione dei grandi progetti della Marina statunitense.

Incertezza (deviazione standard) ≈ (P − O) ÷ 6

Più è largo lo scarto fra pessimistica e ottimistica, più l’attività è incerta. È il numero che dice dove mettere il margine.

Il vantaggio non è la precisione della formula, ma la domanda che obbliga a fare: «cosa potrebbe andare storto?». Chi deve scrivere una stima pessimistica pensa alle revisioni del cliente, al fornitore in ritardo, al file che non si apre — cose che nella stima unica non entrano mai.

04Un esempio con i numeri: il sito di uno studio

Un’agenzia deve stimare il sito di uno studio professionale per fare il preventivo. Le ore sono di lavoro, non di calendario.

PacchettoOMPAttesa (O+4M+P)/6Incertezza (P−O)/6
Brief e mappa del sito68148,71,3
Testi (8 pagine)12162817,32,7
Grafica e due giri di revisione16244426,04,7
Sviluppo e moduli20284629,74,3
Contenuti legali, verifiche, messa online46126,71,3
Gestione del progetto68128,31,0
Totale649015696,7≈ 7,4
L’incertezza del totale non è la somma delle incertezze: si calcola come radice quadrata della somma dei quadrati (qui circa 7,4 ore).

Tre letture. La stima «a occhio» dell’account era 90 ore, cioè la somma delle più probabili: la stima attesa è quasi 97, il 7% in più, solo per aver messo in conto quello che va storto di solito. Il pacchetto più incerto è la grafica, per via delle revisioni del cliente: è lì che conviene scrivere nel preventivo quanti giri di revisione sono inclusi. E un preventivo prudente si fa sulla stima attesa più circa due incertezze: 96,7 + 2 × 7,4 ≈ 112 ore.

05Il margine: dove metterlo e come dichiararlo

  • Un margine di progetto, non su ogni attività. Se ciascuno gonfia la propria stima, il lavoro si allarga a riempire il tempo concesso — la cosiddetta legge di Parkinson — e il margine sparisce senza che nessuno se ne accorga.
  • Visibile e con un nome. Un’attività «Margine» prima del traguardo, o una riga nel preventivo, rende evidente quanto se ne sta consumando.
  • Proporzionato all’incertezza. Un lavoro già fatto dieci volte chiede poco margine; un lavoro nuovo o con un cliente nuovo ne chiede di più.

06Imparare dal consuntivo

Fattore di correzione = ore consuntive ÷ ore stimate

Calcolato su tutti i progetti chiusi di un tipo. Se il sito medio stimato 100 ore ne richiede 124, il fattore è 1,24: le stime dal basso di quel tipo di lavoro vanno moltiplicate per 1,24 finché i dati non dicono altro.

Per avere un consuntivo servono le ore registrate per attività, non ricostruite a fine mese. Come impostarle senza farne una burocrazia lo spiega la guida al timesheet per progetto.

Con Omega

Stime e consuntivi in Omega Work

  • Un campo numerico «Ore stimate» sulle attività, già presente nel modello «Progetto per un cliente», sommabile nei grafici per sezione, persona o progetto.
  • Ognuno registra sull’attività il tempo speso — ore e minuti, data e una nota — e il totale resta visibile nell’attività accanto alla stima.
  • La cronologia ricalcola cosa slitta quando cambi una data, seguendo le dipendenze.
  • Il carico di lavoro usa lo stesso campo delle ore stimate per mostrare chi è sopra la sua capacità settimanale.

Tutte le guide di Omega Work

Foto di copertina: Veri IvanovaCC0 1.0

Dubbi

Domande frequenti

Come si calcola la stima PERT?
Si sommano la stima ottimistica, quattro volte la più probabile e la pessimistica, e si divide per sei: (O + 4M + P) ÷ 6. Con O = 6, M = 8 e P = 14 ore, la stima attesa è 8,7 ore.
Meglio stimare in ore o in giorni?
In ore per il lavoro, in giorni per il calendario. Stimare direttamente in giorni mescola il lavoro con la disponibilità delle persone e nasconde il motivo dei ritardi.
Chi deve fare la stima?
Chi farà il lavoro, con chi coordina che fa le domande. Una stima fatta solo da chi coordina tende a essere ottimista; una fatta solo da chi esegue, a volte, prudente oltre il necessario. Il confronto fra le due è la parte utile.
Quanto margine bisogna aggiungere?
Non c’è una percentuale valida per tutti. Con la stima a tre punti si può usare l’incertezza calcolata; senza, i propri consuntivi sono la base migliore. In mancanza di dati, un margine esplicito di progetto — non nascosto nelle singole attività — è comunque meglio di nessun margine.

Provalo con i tuoi dati

Crei l’ambiente, carichi le tue anagrafiche e fai una giornata di lavoro vera prima di decidere.

  • Nessuna carta
  • Pronto in un minuto
  • Operatori illimitati