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Omega Work

Norme e obblighi

Privacy dei dati di progetto: cosa chiede il GDPR a chi gestisce il lavoro del team

In un gestionale di progetti finiscono più dati personali di quanto sembri: nomi e contatti di clienti, commenti sulle persone, allegati con documenti. Poche scelte fatte all’inizio evitano quasi tutti i problemi.

9 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • L’azienda che usa lo strumento è titolare del trattamento; il fornitore del software è responsabile e va nominato con un contratto (l’articolo 28 del GDPR lo chiede).
  • Il modo più efficace di ridurre i rischi è mettere meno dati: niente documenti d’identità, dati sanitari o valutazioni personali nei commenti di un’attività.
  • Permessi, ospiti esterni e cancellazione a fine progetto sono scelte organizzative, non tecniche: vanno decise e riviste, non lasciate al valore predefinito.

Un gestionale di progetti sembra un posto neutro: attività, scadenze, colonne. In pratica contiene molti dati personali — i nomi e i contatti delle persone del team e dei clienti, chi ha fatto cosa e quando, commenti che parlano di persone, allegati che a volte contengono documenti. Sono trattamenti di dati personali a tutti gli effetti, e il GDPR (regolamento UE 2016/679) si applica.

Questa guida non è una consulenza legale: è la lista delle cose che, in un’azienda o in uno studio, si decidono una volta e poi reggono. Quali dati entrano, chi è titolare e chi responsabile, cosa deve esserci nel contratto con il fornitore, come si gestiscono accessi e ospiti, cosa fare a fine progetto e cosa cambia se i dati stanno fuori dall’Unione Europea.

01Quali dati personali finiscono in un gestionale di progetti

Tipo di datoEsempioAttenzione
Dati del teamNome, email aziendale, ruolo, attività assegnate, orari di attivitàSono dati dei dipendenti: valgono le regole sull’informativa e sui controlli
Dati dei clienti e dei contattiReferente, telefono, indirizzo, contenuti dei documentiSpesso l’azienda li tratta come titolare; a volte come responsabile del cliente
Contenuti liberiCommenti, descrizioni, messaggiÈ qui che finiscono i dati che nessuno aveva previsto
AllegatiContratti, visure, fotografie, a volte documenti d’identitàSono la parte più rischiosa e la più facile da evitare
Dati particolariMotivi di salute scritti in un commento, appartenenza sindacaleCategorie particolari (art. 9 GDPR): non vanno messi in un gestionale di progetti

02Titolare, responsabile e il contratto con il fornitore

  • Titolare del trattamento è la tua azienda: decide perché e come si trattano i dati.
  • Responsabile del trattamento è il fornitore del software, che tratta i dati per conto tuo. L’articolo 28 del GDPR richiede un contratto scritto che disciplini oggetto, durata, finalità, tipi di dati, obblighi di riservatezza e sicurezza, uso di altri responsabili, assistenza nelle richieste degli interessati e cosa succede ai dati alla fine.
  • Sub-responsabili: chi ospita i server, chi manda le email di notifica, chi fa assistenza. Il fornitore deve dichiararli e avvisare quando cambiano.
  • Registro dei trattamenti (art. 30): l’obbligo ha eccezioni per le realtà sotto i 250 dipendenti, che però non si applicano quando il trattamento non è occasionale — come è, di fatto, la gestione del personale e dei clienti. In pratica quasi tutte le aziende lo tengono.

Da chiedere al fornitore, prima di firmare

  • Il contratto di nomina a responsabile (DPA), con l’elenco dei sub-responsabili.
  • Dove sono i server e dove vengono fatte le copie di sicurezza.
  • Come si esportano tutti i dati, in che formato e con quali costi.
  • Cosa succede ai dati alla cessazione: cancellazione o restituzione, e in quanto tempo.
  • Come vengono comunicate le violazioni di dati, e in quanto tempo.
  • Chi del fornitore può accedere ai dati e a quali condizioni (assistenza, manutenzione).

03Permessi, ospiti e clienti

SituazioneScelta prudente
Progetti che riguardano persone (selezione, valutazioni, contenziosi)Progetto riservato, con i soli membri necessari
Clienti che vogliono vedere l’avanzamentoOspite su un solo progetto, con permesso di commento o sola lettura
Fornitori e collaboratori esterniAccesso al singolo progetto, tolto alla fine della collaborazione
Chi lascia l’aziendaAccesso disattivato subito, attività riassegnate, sessioni chiuse
Progetti aperti a tutto il workspaceVanno bene per il lavoro ordinario, non per quello che contiene dati sensibili

La revisione degli accessi è un lavoro di dieci minuti ogni trimestre: si guarda l’elenco delle persone attive, si disattiva chi non c’è più, si controllano gli ospiti esterni rimasti dentro a progetti chiusi. È anche una delle prime cose che un cliente attento chiede in un questionario sui fornitori.

04Lo strumento di lavoro non è uno strumento di controllo

Un gestionale di progetti registra chi fa cosa e quando: è inevitabile, e serve a far funzionare il lavoro. Il confine è nell’uso che se ne fa. L’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970) prevede che gli strumenti da cui derivi anche la possibilità di controllo a distanza si installino solo per esigenze organizzative, produttive, di sicurezza o di tutela del patrimonio, previo accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato; esclude da questa procedura gli strumenti usati dal lavoratore per rendere la prestazione e quelli di registrazione degli accessi e delle presenze, ma richiede in ogni caso che le informazioni raccolte siano utilizzabili solo se al lavoratore è stata data adeguata informazione sulle modalità d’uso e di effettuazione dei controlli, nel rispetto della disciplina sulla privacy.

  • Scrivi nell’informativa cosa registra lo strumento e per quali scopi lo userete (organizzare il lavoro, stimare, rendicontare ai clienti).
  • Non usare i dati per scopi diversi da quelli dichiarati: usare la cronologia delle attività per misurare la produttività individuale è un altro trattamento, e va valutato a parte.
  • Conserva quanto serve: il Garante, sul tema vicino dei metadati della posta elettronica, ha indicato che la raccolta e conservazione dei soli metadati necessari al funzionamento dell’infrastruttura può avvenire di norma per un periodo limitato di pochi giorni, comunque non superiore a 21; è un’indicazione su un altro tipo di dato, ma dà la misura dell’approccio.
  • Coinvolgi chi di dovere: dove ci sono rappresentanze sindacali, parlarne prima evita contenziosi dopo.

Il tema dei controlli sui dipendenti è più ampio di questa guida: lo tratta per esteso la guida di Omega People su controlli a distanza e privacy dei dipendenti.

05Dove stanno i dati e cosa cambia fuori dall’Unione Europea

Trasferire dati personali fuori dallo Spazio economico europeo è possibile, ma richiede una base giuridica fra quelle previste dal capo V del GDPR: una decisione di adeguatezza della Commissione europea, oppure garanzie adeguate come le clausole contrattuali standard. Per gli Stati Uniti, dal 10 luglio 2023 esiste la decisione di adeguatezza sul EU-US Data Privacy Framework, che vale per i fornitori certificati: il Tribunale dell’Unione europea ha respinto il ricorso che ne chiedeva l’annullamento il 3 settembre 2025 (causa Latombe), ma la pronuncia è stata impugnata davanti alla Corte di giustizia.

  • Se il fornitore è extra-UE, chiedi su quale base avviene il trasferimento e, nel caso degli Stati Uniti, se l’azienda è certificata nel Data Privacy Framework.
  • Se i dati restano nell’Unione, il tema non sparisce del tutto: controlla dove stanno le copie di sicurezza e da dove viene fatta l’assistenza.
  • Documenta la scelta: nel registro dei trattamenti si indicano anche i trasferimenti e le garanzie.

06A fine progetto: conservare, archiviare, cancellare

  1. 1

    Decidi per quanto tempo serve tenerlo

    Un progetto chiuso serve per il riuso e per eventuali contestazioni; i tempi utili si definiscono per categoria di dato, non a caso.

  2. 2

    Archivia invece di lasciare aperto

    Un progetto archiviato esce dalla vista quotidiana e dagli accessi ordinari.

  3. 3

    Togli gli ospiti

    Il cliente e i collaboratori esterni non devono restare dentro un progetto per anni.

  4. 4

    Cancella gli allegati che non servono

    Soprattutto i documenti che contengono dati di persone fisiche.

  5. 5

    Ricorda che il cestino non è la cancellazione

    Quello che è nel cestino è ancora lì: la cancellazione definitiva è un gesto a parte.

Con Omega

I dati di progetto in Omega Work

  • Dati su server in Unione Europea, con una copia di sicurezza al giorno, e un contratto sul trattamento dei dati (DPA) fra i documenti legali.
  • Progetti pubblici al workspace, riservati al team o privati, e ruoli distinti: modifica, commento, sola lettura.
  • Gli ospiti vedono solo i progetti e le attività condivisi con loro: è il modo di far entrare un cliente senza aprirgli il resto.
  • Dall’amministrazione si disattiva una persona, si cambiano i ruoli e si chiudono le sessioni aperte.
  • Cestino con ripristino per progetti e attività, esportazione delle attività in CSV, e sola lettura — non cancellazione — se l’abbonamento si ferma.

Tutte le guide di Omega Work

Foto di copertina: LeeroyCC0 1.0

Dubbi

Domande frequenti

Serve un contratto con il fornitore del software di gestione progetti?
Sì. Il fornitore tratta dati personali per conto dell’azienda, quindi è responsabile del trattamento e va nominato con un atto scritto che rispetti l’articolo 28 del GDPR. Di solito il fornitore mette a disposizione un contratto (DPA) da accettare insieme alle condizioni di servizio.
Si possono mettere i dati dei clienti in un gestionale di progetti?
Sì, se servono a svolgere il lavoro e se si trattano secondo le regole: informativa, base giuridica, minimizzazione, accessi limitati a chi lavora sul progetto e tempi di conservazione definiti. Documenti d’identità e dati particolari è meglio tenerli fuori.
Il datore di lavoro può usare lo storico delle attività per valutare i dipendenti?
È un trattamento diverso da quello per cui lo strumento viene introdotto, e va valutato a parte: le informazioni raccolte con gli strumenti di lavoro sono utilizzabili a fini connessi al rapporto di lavoro solo se al lavoratore è stata data adeguata informazione sulle modalità d’uso e di effettuazione dei controlli, nel rispetto della normativa privacy.
I dati devono stare in Unione Europea?
Non necessariamente: il trasferimento fuori dallo Spazio economico europeo è lecito se c’è una decisione di adeguatezza o garanzie adeguate, come le clausole contrattuali standard. Tenere i dati nell’Unione semplifica la valutazione e riduce le domande dei clienti nei questionari sui fornitori.

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