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Conti e margini

Timesheet: come registrare le ore per progetto e usarle per decidere

Un timesheet non serve a controllare le persone: serve a sapere quanto costa davvero un progetto, quanto se ne può fatturare e quanto sbagliano le stime. Funziona se compilarlo costa un minuto al giorno.

8 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • Il timesheet per progetto non è il registro delle presenze: le presenze servono alla busta paga, il timesheet a capire dove va il tempo.
  • Si registra ogni giorno, sull’attività, a quarti d’ora. Ricostruire la settimana il venerdì produce numeri inventati.
  • Il numero che conta è il rapporto fra ore spese e ore previste, progetto per progetto: dice se il prezzo era giusto e se la prossima stima va corretta.

Un timesheet è il registro delle ore lavorate, divise per progetto e per attività. In un’agenzia, in uno studio professionale o in un reparto che lavora su commessa è l’unico modo di rispondere con i numeri a domande che altrimenti si risolvono a sensazione: questo cliente ci fa guadagnare? Quanto è costata davvero la campagna? Quanto dobbiamo chiedere per il prossimo sito?

La maggior parte dei timesheet fallisce per lo stesso motivo: sono pensati per chi li legge e non per chi li compila. Questa guida spiega cosa registrare e con quale dettaglio, come trasformare le ore in costo, come leggere il consuntivo di una commessa con un esempio, e come evitare che diventi uno strumento di sospetto.

01Timesheet e registro delle presenze: due cose diverse

PresenzeTimesheet per progetto
A cosa serveOrario di lavoro, straordinari, assenze: la busta pagaSapere su quali progetti e attività è andato il tempo
Chi lo usaConsulente del lavoro, amministrazione del personaleChi coordina i progetti, chi fa i preventivi, la direzione
ObbligoLe presenze dei dipendenti finiscono nel Libro unico del lavoroNessun obbligo generale; può essere richiesto da un contratto o da un bando
RiguardaSolo i dipendentiChiunque lavori al progetto: dipendenti, collaboratori, soci

Tenerli separati evita due errori. Il primo è usare il timesheet come prova dell’orario: le ore di progetto sono quasi sempre meno delle ore di presenza, e deve essere normale. Il secondo è pretendere che le ore di progetto «quadrino» con le otto ore di contratto, cosa che spinge le persone a distribuire a caso il tempo non di progetto.

02Cosa registrare e con quale dettaglio

CampoEsempioPerché
Datamar 6 ottobrePer ricostruire il ritmo del progetto
PersonaGiuliaPer il costo: le ore non costano tutte uguali
Progetto e attivitàSito Studio Rossi › Grafica pagine interneIl livello a cui confrontare con la stima
Tempo2 h 15 minA quarti d’ora: più fine non serve, più grosso nasconde troppo
NotaSeconda revisione chiesta dal clienteUna riga, solo quando spiega qualcosa
FatturabileSì / NoSe il cliente paga a ore o se il lavoro è fuori perimetro

03Dalle ore al costo: il costo orario

Costo orario di progetto = costo aziendale annuo della persona ÷ ore di progetto disponibili in un anno

Il costo aziendale comprende retribuzione, contributi, TFR e ratei; le ore di progetto sono le ore lavorabili meno il tempo che strutturalmente non va sui progetti (riunioni interne, amministrazione, formazione).

VoceEsempio
Costo aziendale annuo di una grafica42.000 €
Ore lavorabili annue (tolte ferie, festività e permessi)1.720
Quota di tempo che va sui progetti75%
Ore di progetto disponibili1.290
Costo orario di progetto42.000 ÷ 1.290 ≈ 32,6 €
Numeri di esempio. Il costo aziendale vero e le ore lavorabili dipendono dal contratto collettivo e dalla persona: per il calcolo completo c’è la guida di Omega People sul costo orario reale.

La quota di tempo sui progetti è il numero che più spesso si sbaglia, e il timesheet è lo strumento per misurarla. Se si calcola il costo orario sulle ore di contratto, ogni preventivo nasce sottostimato di un quarto.

04Un esempio: il consuntivo di una commessa

Un’agenzia ha venduto a 6.500 € il sito di uno studio professionale, con una stima di 112 ore. A progetto chiuso, il timesheet dice questo.

PacchettoOre stimateOre registrateScartoCosto (a 33 €/h)
Brief e mappa del sito109−1297 €
Testi2024+4792 €
Grafica e revisioni3046+161.518 €
Sviluppo e moduli3331−21.023 €
Verifiche e messa online880264 €
Gestione del progetto1117+6561 €
Totale112135+23 (+21%)4.455 €

Margine di commessa = (ricavo − costo delle ore − costi esterni) ÷ ricavo

Con 6.500 € di ricavo, 4.455 € di ore e 300 € di costi esterni (licenze e font), il margine è (6.500 − 4.455 − 300) ÷ 6.500 ≈ 27%. Con le 112 ore previste sarebbe stato il 39%.

Il consuntivo dice dove guardare: 16 ore in più sulla grafica, tutte annotate come revisioni richieste dal cliente oltre le due previste, e 6 ore in più di gestione per le stesse ragioni. La lezione non è «lavorare più in fretta», ma scrivere nel prossimo preventivo quanti giri di revisione sono inclusi e quanto costa ogni giro in più. È anche il dato che rende più precise le stime dei tempi della volta successiva.

05Ore fatturabili e utilizzo

Tasso di utilizzo = ore fatturabili ÷ ore lavorate

Si guarda per persona e per team, mese per mese. Un tasso che cala senza che cali il lavoro vuol dire che crescono il lavoro interno o le ore regalate ai clienti.

  • Nei contratti a ore, il timesheet è il documento su cui si basa la fattura: conviene condividere con il cliente un riepilogo per attività, non il dettaglio grezzo.
  • Nei contratti a corpo, le ore non si fatturano ma misurano il margine, e segnalano quando il cliente chiede lavoro fuori perimetro.
  • Nei progetti finanziati (bandi regionali, fondi europei, agevolazioni) spesso si chiede di documentare le ore per persona e per progetto, a volte su un modello fissato: si segue il modello del bando, perché un timesheet ricostruito dopo può non essere accettato.

06Come farlo compilare senza farlo odiare

Le regole che funzionano

  • Si registra sull’attività, nello stesso strumento dove si lavora: niente file a parte da aprire la sera.
  • Si compila ogni giorno, in un minuto; chi se ne dimentica lo recupera il giorno dopo, non a fine mese.
  • Si dice chiaramente a cosa servono i dati — preventivi, margini, carico — e a cosa no.
  • I dati tornano al team: chi compila vede il consuntivo del progetto, non solo chi dirige.
  • Nessuno viene giudicato per un’ora in più su un’attività: si discute il progetto, non la persona.

Con Omega

Il tempo in Omega Work

  • Su ogni attività si registra il tempo lavorato — ore e minuti, la data e una nota — e il totale resta visibile nell’attività.
  • Accanto, un campo numerico «Ore stimate» per confrontare previsto e speso; i grafici della dashboard sommano le stime per sezione, persona o progetto.
  • Chi registra il tempo lo vede comparire nella cronologia dell’attività, insieme ai commenti e ai cambi di stato.
  • Un campo «Fatturabile» si aggiunge in un minuto come campo personalizzato, da usare nei filtri.

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Foto di copertina: Ricky KharawalaCC0 1.0

Dubbi

Domande frequenti

Il timesheet è obbligatorio?
Per legge no, come strumento di gestione dei progetti. Sono obbligatorie le registrazioni delle presenze dei dipendenti ai fini della busta paga, che sono un’altra cosa. Il timesheet per progetto può però essere richiesto da un contratto con il cliente o da un bando di finanziamento.
Ogni quanto va compilato?
Ogni giorno, alla fine della giornata o dopo ogni blocco di lavoro. Le ricostruzioni settimanali sottostimano le attività brevi e interrotte, che sono proprio quelle che mangiano il margine.
Meglio un foglio Excel o uno strumento dedicato?
Un foglio condiviso funziona per poche persone e pochi progetti. Quando cresce, il problema non è il calcolo ma la compilazione: se registrare il tempo richiede di aprire un altro file, lo si fa meno. Registrare il tempo sull’attività su cui si sta lavorando riduce le dimenticanze.
Come si calcola il costo orario di un dipendente per progetto?
Si divide il costo aziendale annuo — retribuzione, contributi, TFR e ratei — per le ore che la persona dedica davvero ai progetti in un anno, cioè le ore lavorabili meno il tempo interno. Usare le ore di contratto sottostima il costo.

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