In breve
- Ogni attività ha un solo responsabile e una data: «lo facciamo noi» e «appena possibile» sono il modo più rapido per non farla fare a nessuno.
- Il progetto si scompone in fasi (sezioni) e ogni fase in attività che si chiudono in pochi giorni: un’attività da tre settimane è un progetto travestito.
- Si parla del lavoro dove sta il lavoro — nei commenti dell’attività — e si guarda lo stato del progetto una volta a settimana, sempre lo stesso giorno.
In quasi tutti i team il problema non è la mancanza di impegno: è che nessuno sa con certezza chi sta facendo cosa, per quando, e che cosa aspetta cosa. Le informazioni stanno in tre chat, due fogli di calcolo e nella testa di chi coordina, e il giorno in cui quella persona è in ferie il progetto si ferma.
Questa guida propone un metodo semplice, che funziona per una campagna di marketing come per il rilascio di un software o la chiusura di un bilancio: sette passi per impostare il progetto, un esempio completo («Lancio campagna autunno»), le regole che tengono ordinato il lavoro nelle settimane successive e gli errori che si ripetono più spesso.
01Progetto, fase, attività, sottoattività: le parole giuste
Prima di organizzare conviene mettersi d’accordo sui nomi, perché metà delle incomprensioni nasce lì. Quando qualcuno dice «il progetto è in ritardo» può voler dire che manca un file o che salta la data di lancio: sono due problemi di taglia molto diversa.
| Livello | Cos’è | Esempio | Durata tipica |
|---|---|---|---|
| Progetto | Un risultato con una data di fine | Lancio campagna autunno | Settimane o mesi |
| Fase (sezione) | Un blocco di lavoro omogeneo dentro il progetto | Creatività, Media, Misurazione | Una o due settimane |
| Attività | Un’azione con un responsabile e una scadenza | Scrivere i testi degli annunci | Da qualche ora a pochi giorni |
| Sottoattività | Un passaggio dell’attività, se serve dividerla | Versione per il sito, versione per i social | Ore |
| Traguardo | Un momento che segna un passaggio, senza durata | Campagna online | Un giorno |
La distinzione più utile è quella fra progetto e lavoro ricorrente. Un progetto finisce: ha una data e un risultato. Il report mensile, la newsletter del giovedì, la chiusura di cassa del venerdì non finiscono mai: sono attività ricorrenti, e trattarle come progetti crea elenchi infiniti che nessuno legge più.
02Impostare un progetto in sette passi
- 1
Scrivi l’obiettivo in una frase, con una data
«Lanciare la campagna autunno su sito, newsletter e social entro lunedì 12 ottobre, con 400 richieste di preventivo entro fine novembre». Se non si riesce a scrivere in una frase, il progetto non è ancora pronto per partire.
- 2
Nomina un responsabile del progetto
Non chi fa tutto, ma chi risponde della data e tiene aggiornato lo stato. Uno, non un comitato.
- 3
Dividi il lavoro in fasi
Da tre a sei sezioni: di solito seguono l’ordine in cui il lavoro accade (brief, produzione, revisione, pubblicazione) oppure le competenze coinvolte (testi, grafica, media).
- 4
Scrivi le attività con un verbo, un responsabile e una data
«Scrivere i testi degli annunci — Giulia — giovedì 1 ottobre». Il verbo dice cosa vuol dire finito, il nome dice a chi chiedere, la data dice quando preoccuparsi.
- 5
Segna cosa aspetta cosa
Gli annunci non si impaginano prima che i testi siano approvati. Queste dipendenze sono poche, ma sono quelle che fanno slittare le date: vanno scritte, non ricordate.
- 6
Metti i traguardi
Due o tre momenti che tutti devono conoscere: «brief approvato», «materiali pronti», «campagna online». Servono a capire a colpo d’occhio se si è in linea.
- 7
Fissa il ritmo delle revisioni
Un appuntamento settimanale, sempre lo stesso giorno, in cui il responsabile scrive lo stato del progetto: in linea, a rischio o in ritardo, con due righe sul perché.
03Un esempio completo: «Lancio campagna autunno»
Un piccolo ufficio marketing di cinque persone deve lanciare la campagna d’autunno di un’azienda di arredamento: una pagina sul sito, due newsletter, annunci sui social. Ecco come si presenta il progetto dopo i sette passi.
| Fase | Attività | Responsabile | Scadenza | Aspetta |
|---|---|---|---|---|
| Brief | Scrivere il brief della campagna | Marco | ven 25 set | — |
| Brief | Approvare il brief (traguardo) | Direzione | lun 28 set | Brief scritto |
| Creatività | Scrivere i testi di sito, newsletter e annunci | Giulia | gio 1 ott | Brief approvato |
| Creatività | Preparare le immagini nei formati richiesti | Luca | ven 2 ott | Brief approvato |
| Revisione | Rivedere testi e immagini | Marco | lun 5 ott | Testi e immagini |
| Pubblicazione | Pubblicare la pagina della promozione | Sara | gio 8 ott | Revisione |
| Pubblicazione | Programmare la prima newsletter | Sara | ven 9 ott | Revisione |
| Pubblicazione | Caricare e avviare gli annunci | Paolo | lun 12 ott | Pagina pubblicata |
| Pubblicazione | Campagna online (traguardo) | Marco | lun 12 ott | Tutto il resto |
| Misurazione | Primo resoconto dei risultati | Paolo | lun 26 ott | Campagna online |
Notare tre cose. Nessuna attività ha due responsabili: la revisione la firma Marco, anche se ci guarderà tutto il team. Le date lasciano un giorno di margine prima dei traguardi. E la colonna «Aspetta» rende evidente il punto delicato: se il brief non viene approvato lunedì 28, slitta tutto il resto.
04Elenco, bacheca, cronologia o calendario: quale vista usare
Lo stesso progetto si può guardare in modi diversi, e ogni vista risponde a una domanda diversa. Non serve sceglierne una per sempre: conviene che il team sappia quale aprire a seconda di cosa sta cercando.
| Vista | Risponde a | Adatta a |
|---|---|---|
| Elenco | Cosa c’è da fare, e chi lo fa? | Impostare il progetto, riunioni, progetti con molte attività brevi |
| Bacheca | A che punto è ogni cosa? | Lavoro che passa per stati: bozza, revisione, approvato, pubblicato |
| Cronologia (Gantt) | Ce la facciamo per la data? | Progetti con dipendenze e una scadenza fissa |
| Calendario | Cosa succede questa settimana? | Piani editoriali, eventi, uscite programmate |
Per approfondire le due viste più usate trovi le guide dedicate: il diagramma di Gantt per i progetti a scadenza e il metodo Kanban per il lavoro che scorre.
05Le regole che tengono ordinato il lavoro
- Si parla dove sta il lavoro. Una domanda sui testi degli annunci va nei commenti di quell’attività, citando la persona con la @menzione: fra un mese si ritrova, in una chat no.
- Un’attività finita si chiude. Non «quasi fatta», non «manca solo l’ok»: se manca l’ok, l’attività è un’approvazione ancora aperta.
- Le date si cambiano, non si ignorano. Una scadenza superata senza che nessuno la sposti insegna al team che le date non contano.
- Le richieste entrano da una porta sola. Se i colleghi di altri reparti chiedono lavoro per email, in corridoio e in chat, il progetto non riflette mai il carico vero. Un modulo di richiesta risolve il problema, e le priorità si decidono con un metodo — per esempio la matrice di Eisenhower.
- Ognuno guarda le proprie attività ogni mattina. Un elenco personale, ordinato per scadenza, vale più di qualunque riunione.
06La revisione settimanale in venti minuti
Ogni settimana, sempre lo stesso giorno
- Le attività scadute: si chiudono, si spostano con una data nuova o si riassegnano.
- Le attività della prossima settimana: hanno tutte un responsabile e le informazioni che servono?
- I traguardi: il prossimo è ancora raggiungibile nella data prevista?
- Il carico di lavoro: qualcuno ha troppe cose in scadenza negli stessi giorni?
- Lo stato del progetto, scritto dal responsabile: in linea, a rischio o in ritardo, con il motivo e la prossima mossa.
Lo stato scritto conta più di quanto sembri. «A rischio: la direzione non ha ancora approvato il brief, senza approvazione entro lunedì la campagna slitta di una settimana» è un’informazione su cui qualcuno può agire. «Tutto procede» non lo è.
07Gli errori più comuni
- Attività senza responsabile o con tre responsabili: nel dubbio, non la fa nessuno.
- Scadenze tutte uguali: se ogni cosa scade venerdì, venerdì non si distingue l’urgente dal resto.
- Il progetto come lista della spesa: centinaia di righe senza fasi, che nessuno scorre fino in fondo.
- Il coordinatore che aggiorna tutto per tutti: il progetto resta ordinato solo finché quella persona ha tempo. Ognuno chiude le proprie attività.
- Nessun momento di revisione: i ritardi si scoprono il giorno della consegna, quando non si può più fare niente.
Con Omega
I progetti in Omega Work
- Ogni progetto si guarda in elenco, bacheca, cronologia e calendario: stessi dati, quattro viste.
- Sezioni, sottoattività, un solo assegnatario per attività, scadenze, dipendenze e traguardi.
- Commenti con @menzioni sull’attività, e una Posta in arrivo che raccoglie solo quello che riguarda te.
- «Le mie attività» mette in ordine, per ognuno, tutto quello che ha assegnato nei vari progetti.
- Aggiornamenti di stato del progetto, modelli per ripartire da un progetto già impostato e moduli per le richieste che arrivano dagli altri reparti.


