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Omega Work

Organizzazione

Come organizzare i progetti del team: il metodo in sette passi, con un esempio vero

Un progetto ordinato non dipende dallo strumento ma da poche regole: un obiettivo scritto, fasi chiare, un solo responsabile per ogni attività, date vere e un momento fisso per guardare a che punto si è.

9 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • Ogni attività ha un solo responsabile e una data: «lo facciamo noi» e «appena possibile» sono il modo più rapido per non farla fare a nessuno.
  • Il progetto si scompone in fasi (sezioni) e ogni fase in attività che si chiudono in pochi giorni: un’attività da tre settimane è un progetto travestito.
  • Si parla del lavoro dove sta il lavoro — nei commenti dell’attività — e si guarda lo stato del progetto una volta a settimana, sempre lo stesso giorno.

In quasi tutti i team il problema non è la mancanza di impegno: è che nessuno sa con certezza chi sta facendo cosa, per quando, e che cosa aspetta cosa. Le informazioni stanno in tre chat, due fogli di calcolo e nella testa di chi coordina, e il giorno in cui quella persona è in ferie il progetto si ferma.

Questa guida propone un metodo semplice, che funziona per una campagna di marketing come per il rilascio di un software o la chiusura di un bilancio: sette passi per impostare il progetto, un esempio completo («Lancio campagna autunno»), le regole che tengono ordinato il lavoro nelle settimane successive e gli errori che si ripetono più spesso.

01Progetto, fase, attività, sottoattività: le parole giuste

Prima di organizzare conviene mettersi d’accordo sui nomi, perché metà delle incomprensioni nasce lì. Quando qualcuno dice «il progetto è in ritardo» può voler dire che manca un file o che salta la data di lancio: sono due problemi di taglia molto diversa.

LivelloCos’èEsempioDurata tipica
ProgettoUn risultato con una data di fineLancio campagna autunnoSettimane o mesi
Fase (sezione)Un blocco di lavoro omogeneo dentro il progettoCreatività, Media, MisurazioneUna o due settimane
AttivitàUn’azione con un responsabile e una scadenzaScrivere i testi degli annunciDa qualche ora a pochi giorni
SottoattivitàUn passaggio dell’attività, se serve dividerlaVersione per il sito, versione per i socialOre
TraguardoUn momento che segna un passaggio, senza durataCampagna onlineUn giorno
I nomi possono cambiare da un team all’altro: conta che dentro lo stesso team significhino tutti la stessa cosa.

La distinzione più utile è quella fra progetto e lavoro ricorrente. Un progetto finisce: ha una data e un risultato. Il report mensile, la newsletter del giovedì, la chiusura di cassa del venerdì non finiscono mai: sono attività ricorrenti, e trattarle come progetti crea elenchi infiniti che nessuno legge più.

02Impostare un progetto in sette passi

  1. 1

    Scrivi l’obiettivo in una frase, con una data

    «Lanciare la campagna autunno su sito, newsletter e social entro lunedì 12 ottobre, con 400 richieste di preventivo entro fine novembre». Se non si riesce a scrivere in una frase, il progetto non è ancora pronto per partire.

  2. 2

    Nomina un responsabile del progetto

    Non chi fa tutto, ma chi risponde della data e tiene aggiornato lo stato. Uno, non un comitato.

  3. 3

    Dividi il lavoro in fasi

    Da tre a sei sezioni: di solito seguono l’ordine in cui il lavoro accade (brief, produzione, revisione, pubblicazione) oppure le competenze coinvolte (testi, grafica, media).

  4. 4

    Scrivi le attività con un verbo, un responsabile e una data

    «Scrivere i testi degli annunci — Giulia — giovedì 1 ottobre». Il verbo dice cosa vuol dire finito, il nome dice a chi chiedere, la data dice quando preoccuparsi.

  5. 5

    Segna cosa aspetta cosa

    Gli annunci non si impaginano prima che i testi siano approvati. Queste dipendenze sono poche, ma sono quelle che fanno slittare le date: vanno scritte, non ricordate.

  6. 6

    Metti i traguardi

    Due o tre momenti che tutti devono conoscere: «brief approvato», «materiali pronti», «campagna online». Servono a capire a colpo d’occhio se si è in linea.

  7. 7

    Fissa il ritmo delle revisioni

    Un appuntamento settimanale, sempre lo stesso giorno, in cui il responsabile scrive lo stato del progetto: in linea, a rischio o in ritardo, con due righe sul perché.

03Un esempio completo: «Lancio campagna autunno»

Un piccolo ufficio marketing di cinque persone deve lanciare la campagna d’autunno di un’azienda di arredamento: una pagina sul sito, due newsletter, annunci sui social. Ecco come si presenta il progetto dopo i sette passi.

FaseAttivitàResponsabileScadenzaAspetta
BriefScrivere il brief della campagnaMarcoven 25 set
BriefApprovare il brief (traguardo)Direzionelun 28 setBrief scritto
CreativitàScrivere i testi di sito, newsletter e annunciGiuliagio 1 ottBrief approvato
CreativitàPreparare le immagini nei formati richiestiLucaven 2 ottBrief approvato
RevisioneRivedere testi e immaginiMarcolun 5 ottTesti e immagini
PubblicazionePubblicare la pagina della promozioneSaragio 8 ottRevisione
PubblicazioneProgrammare la prima newsletterSaraven 9 ottRevisione
PubblicazioneCaricare e avviare gli annunciPaololun 12 ottPagina pubblicata
PubblicazioneCampagna online (traguardo)Marcolun 12 ottTutto il resto
MisurazionePrimo resoconto dei risultatiPaololun 26 ottCampagna online
Dieci righe, cinque persone, due traguardi: è abbastanza per sapere ogni mattina cosa tocca a chi.

Notare tre cose. Nessuna attività ha due responsabili: la revisione la firma Marco, anche se ci guarderà tutto il team. Le date lasciano un giorno di margine prima dei traguardi. E la colonna «Aspetta» rende evidente il punto delicato: se il brief non viene approvato lunedì 28, slitta tutto il resto.

04Elenco, bacheca, cronologia o calendario: quale vista usare

Lo stesso progetto si può guardare in modi diversi, e ogni vista risponde a una domanda diversa. Non serve sceglierne una per sempre: conviene che il team sappia quale aprire a seconda di cosa sta cercando.

VistaRisponde aAdatta a
ElencoCosa c’è da fare, e chi lo fa?Impostare il progetto, riunioni, progetti con molte attività brevi
BachecaA che punto è ogni cosa?Lavoro che passa per stati: bozza, revisione, approvato, pubblicato
Cronologia (Gantt)Ce la facciamo per la data?Progetti con dipendenze e una scadenza fissa
CalendarioCosa succede questa settimana?Piani editoriali, eventi, uscite programmate

Per approfondire le due viste più usate trovi le guide dedicate: il diagramma di Gantt per i progetti a scadenza e il metodo Kanban per il lavoro che scorre.

05Le regole che tengono ordinato il lavoro

  • Si parla dove sta il lavoro. Una domanda sui testi degli annunci va nei commenti di quell’attività, citando la persona con la @menzione: fra un mese si ritrova, in una chat no.
  • Un’attività finita si chiude. Non «quasi fatta», non «manca solo l’ok»: se manca l’ok, l’attività è un’approvazione ancora aperta.
  • Le date si cambiano, non si ignorano. Una scadenza superata senza che nessuno la sposti insegna al team che le date non contano.
  • Le richieste entrano da una porta sola. Se i colleghi di altri reparti chiedono lavoro per email, in corridoio e in chat, il progetto non riflette mai il carico vero. Un modulo di richiesta risolve il problema, e le priorità si decidono con un metodo — per esempio la matrice di Eisenhower.
  • Ognuno guarda le proprie attività ogni mattina. Un elenco personale, ordinato per scadenza, vale più di qualunque riunione.

06La revisione settimanale in venti minuti

Ogni settimana, sempre lo stesso giorno

  • Le attività scadute: si chiudono, si spostano con una data nuova o si riassegnano.
  • Le attività della prossima settimana: hanno tutte un responsabile e le informazioni che servono?
  • I traguardi: il prossimo è ancora raggiungibile nella data prevista?
  • Il carico di lavoro: qualcuno ha troppe cose in scadenza negli stessi giorni?
  • Lo stato del progetto, scritto dal responsabile: in linea, a rischio o in ritardo, con il motivo e la prossima mossa.

Lo stato scritto conta più di quanto sembri. «A rischio: la direzione non ha ancora approvato il brief, senza approvazione entro lunedì la campagna slitta di una settimana» è un’informazione su cui qualcuno può agire. «Tutto procede» non lo è.

07Gli errori più comuni

  • Attività senza responsabile o con tre responsabili: nel dubbio, non la fa nessuno.
  • Scadenze tutte uguali: se ogni cosa scade venerdì, venerdì non si distingue l’urgente dal resto.
  • Il progetto come lista della spesa: centinaia di righe senza fasi, che nessuno scorre fino in fondo.
  • Il coordinatore che aggiorna tutto per tutti: il progetto resta ordinato solo finché quella persona ha tempo. Ognuno chiude le proprie attività.
  • Nessun momento di revisione: i ritardi si scoprono il giorno della consegna, quando non si può più fare niente.

Con Omega

I progetti in Omega Work

  • Ogni progetto si guarda in elenco, bacheca, cronologia e calendario: stessi dati, quattro viste.
  • Sezioni, sottoattività, un solo assegnatario per attività, scadenze, dipendenze e traguardi.
  • Commenti con @menzioni sull’attività, e una Posta in arrivo che raccoglie solo quello che riguarda te.
  • «Le mie attività» mette in ordine, per ognuno, tutto quello che ha assegnato nei vari progetti.
  • Aggiornamenti di stato del progetto, modelli per ripartire da un progetto già impostato e moduli per le richieste che arrivano dagli altri reparti.

Tutte le guide di Omega Work

Dubbi

Domande frequenti

Quante attività deve avere un progetto?
Non c’è un numero giusto, ma se un progetto supera le cento attività aperte di solito conviene dividerlo in più progetti, raccolti in un portfolio. Se ne ha meno di cinque, forse è un’attività con qualche sottoattività.
Chi deve essere il responsabile di un’attività condivisa?
Chi risponde del risultato, anche se il lavoro lo fanno in tanti. Gli altri si aggiungono come collaboratori o si dividono le sottoattività, ma il nome sull’attività resta uno.
Ogni quanto va aggiornato lo stato del progetto?
Una volta a settimana basta per quasi tutti i progetti. Nei periodi critici, come la settimana prima di un lancio, può servire un aggiornamento breve ogni due o tre giorni.
Meglio un foglio di calcolo o uno strumento dedicato?
Per un progetto di tre persone e venti righe un foglio di calcolo funziona. Quando le persone o i progetti aumentano, mancano le cose che un foglio non fa: le notifiche, i commenti sull’attività, le dipendenze, la vista personale di ciascuno. I segnali per capire quando conviene cambiare sono nella guida su [come passare da Excel a un gestionale di progetti](/guide/passare-da-excel-a-un-gestionale-di-progetti).

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