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Organizzazione

OKR: cosa sono, come si scrivono e esempi per piccole e medie imprese

Un OKR è un obiettivo scritto in parole, più due-quattro risultati misurabili che dicono se lo si è raggiunto. Il metodo è semplice; il difficile è sceglierne pochi e non trasformare i risultati in un elenco di attività.

7 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • L’obiettivo è qualitativo e ispira; i risultati chiave sono numeri con un valore di partenza e uno d’arrivo. Se non si può misurare, non è un risultato chiave.
  • Pochi: da uno a tre obiettivi per team a trimestre, ciascuno con due-quattro risultati chiave. Più di così non li ricorda nessuno.
  • Un risultato chiave dice cosa cambia, non cosa si fa: «portare le richieste di preventivo da 40 a 70 al mese», non «pubblicare 12 articoli».

OKR sta per **Objectives and Key Results**, obiettivi e risultati chiave. Il metodo nasce in Intel negli anni Settanta, con Andy Grove, e si diffonde quando John Doerr lo porta in Google alla fine degli anni Novanta; da allora è diventato uno dei modi più usati per dare una direzione comune a un’azienda o a un team.

Non serve essere una multinazionale per usarlo. In una PMI, in un’agenzia o in uno studio professionale, gli OKR servono a una cosa molto concreta: far sì che tutti sappiano quali sono le due o tre cose che contano in questo trimestre, e usarle per decidere cosa fare e cosa no. Questa guida spiega come si scrivono, con esempi per diversi tipi di team, e gli errori che li trasformano in burocrazia.

01Obiettivo e risultati chiave: la struttura di un OKR

ParteCom’è fattaEsempio
ObiettivoUna frase qualitativa, breve, che dice dove si vuole arrivareDiventare il fornitore di riferimento per gli studi professionali della provincia
Risultato chiave 1Un numero, con valore di partenza e d’arrivo, entro il periodoPortare i clienti attivi fra gli studi da 6 a 12
Risultato chiave 2Un altro numero, che misura un aspetto diversoPortare la soddisfazione media dei clienti studi da 7,4 a 8,5 su 10
Risultato chiave 3Facoltativo, spesso di equilibrioTenere i tempi medi di consegna sotto i 10 giorni lavorativi
Il terzo risultato chiave fa da contrappeso: crescere di clienti a scapito dei tempi di consegna non sarebbe un successo.

Sotto gli OKR ci sono le iniziative: i progetti e le attività con cui il team pensa di spostare quei numeri. La distinzione è importante perché le iniziative si possono cambiare a metà trimestre — se una non funziona, se ne prova un’altra — mentre i risultati chiave restano.

02Come si scrivono, passo per passo

  1. 1

    Parti dalla domanda giusta

    «Qual è la cosa più importante da migliorare nei prossimi tre mesi?». Se la risposta è un elenco di dieci, il lavoro di scelta non è ancora fatto.

  2. 2

    Scrivi l’obiettivo in parole

    Breve, comprensibile a tutti, senza numeri. Deve far capire perché vale la pena.

  3. 3

    Aggiungi due-quattro risultati chiave

    Ognuno con un valore di partenza, un valore d’arrivo e una fonte del dato. Se il valore di partenza non si conosce, il primo passo è misurarlo.

  4. 4

    Controlla che non siano attività

    Chiediti: «se faccio tutto questo e il numero non si muove, ho raggiunto l’obiettivo?». Se la risposta è sì, hai scritto un’attività.

  5. 5

    Nomina un responsabile per ogni OKR

    Chi aggiorna il valore, chi scrive lo stato, chi dà l’allarme se non si muove.

  6. 6

    Collega i progetti

    Ogni progetto del trimestre dovrebbe servire almeno a un risultato chiave. Quelli che non servono a niente sono candidati a essere rimandati.

03Esempi di OKR per team diversi

TeamObiettivoRisultati chiave
Agenzia di comunicazioneLavorare meno in urgenza e con più margineRichieste urgenti dal 35% al 15% del totale · Margine medio per progetto dal 18% al 25% · Revisioni medie per consegna da 3,2 a 2
Ufficio marketing di una PMIFar arrivare più contatti buoni al commercialeRichieste qualificate da 40 a 70 al mese · Tempo di prima risposta da 2 giorni a 4 ore · Richieste diventate offerta dal 20% al 30%
Studio professionaleRendere prevedibili le scadenze dei clientiPratiche consegnate entro la data concordata dall’80% al 95% · Documenti mancanti sollecitati entro 3 giorni nel 100% dei casi
AmministrazioneChiudere il mese senza rincorseChiusura contabile dal giorno 12 al giorno 7 del mese successivo · Fatture fornitori registrate entro 5 giorni dal 60% al 90%

04Misurare e fare il punto

Avanzamento di un risultato chiave = (valore attuale − valore di partenza) ÷ (valore d’arrivo − valore di partenza)

Richieste qualificate da 40 a 70: se oggi sono 58, l’avanzamento è (58 − 40) ÷ (70 − 40) = 60%.

  • Ogni settimana o due, il responsabile aggiorna il valore e scrive due righe di stato: in linea, a rischio, fuori strada.
  • A metà periodo si guarda se le iniziative stanno spostando i numeri; se no, si cambiano le iniziative, non gli obiettivi.
  • A fine periodo si dà un voto e si scrive cosa si è imparato. Nella pratica di molte aziende, arrivare al 70% di un obiettivo ambizioso è considerato un buon risultato.

05OKR e KPI: la differenza

KPIOKR
Cosa misuraLa salute di un’attività che va avanti sempreUn cambiamento che si vuole ottenere
DurataContinuaUn periodo, di solito il trimestre
EsempioTempo medio di risposta ai clientiPortare il tempo medio di risposta da 2 giorni a 4 ore
Quando se ne parlaQuando esce dalla normaOgni settimana, finché il periodo non chiude

Un KPI può diventare un risultato chiave quando si decide di migliorarlo; quando il nuovo livello è raggiunto e stabile, torna a essere un KPI da tenere d’occhio.

06Gli errori più comuni

  • Troppi OKR: dieci obiettivi vuol dire nessuna priorità.
  • Risultati chiave che sono attività: «lanciare il nuovo sito» è un’iniziativa; «portare le richieste dal sito da 40 a 70» è un risultato.
  • Nessun valore di partenza: senza sapere da dove si parte, non si sa quanto si è fatto.
  • Scritti e dimenticati: se se ne parla solo a inizio e fine trimestre, non orientano nessuna decisione.
  • Calati dall’alto senza discussione: il team esegue, ma non si sente responsabile del numero.

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Gli obiettivi in Omega Work

  • Obiettivi dell’azienda, dei team o personali, per trimestre, semestre o anno, con un responsabile.
  • Ogni obiettivo ha un valore di partenza, uno attuale e uno d’arrivo — in percentuale, numero o valuta — e il grafico dell’avanzamento nel tempo.
  • L’avanzamento si scrive a mano oppure si calcola dai sotto-obiettivi, dai progetti o dalle attività collegate.
  • Aggiornamenti di stato sull’obiettivo — in linea, a rischio, fuori strada — e progetti collegati, per vedere cosa lo sta facendo avanzare.

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Foto di copertina: Kristin HardwickCC0 1.0

Dubbi

Domande frequenti

Cosa vuol dire OKR?
Objectives and Key Results, cioè obiettivi e risultati chiave. Un obiettivo qualitativo che dice dove si vuole arrivare, e da due a quattro risultati misurabili che dicono se ci si è arrivati.
Quanti OKR deve avere un team?
Da uno a tre obiettivi per trimestre, ciascuno con due-quattro risultati chiave. Un’azienda piccola può averne uno o due in tutto, condivisi da tutti.
Gli OKR vanno bene per una piccola azienda?
Sì, a patto di usarli in forma leggera: pochi obiettivi, un foglio o uno strumento dove si vedono, un aggiornamento ogni una o due settimane. Il beneficio in una piccola azienda è proprio la chiarezza su cosa conta.
Ogni quanto si scrivono gli OKR?
Di solito ogni trimestre per i team, a volte con un obiettivo annuale per l’azienda sopra. Periodi più brevi non lasciano il tempo di vedere i numeri muoversi.

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